martedì 16 ottobre 2007

eccomi qua!

Salve a tutti...eccomi qua...! Spero che sia solo l'inizio di un lungo viaggio in questo mondo dei BLOG! E spero di incontrare parecchia gente qui!
A PRESTO!!!

IL VALORE DI UN SORRISO

IL VALORE DI UN SORRISO
Donare un sorriso rende felice il cuore, arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo dona. Non dura che un'istante, ma il suo ricordo rimane a lungo. Nessuno è così ricco di poterne fare a meno, nè così povero da non poterlo donare. Il sorrisocrea gioia in famiglia, dà sostegno nel lavoro ed è segno di amicizia. Un sorriso dona sollievo a chi è stanco, rinnova il coraggio nelle prove,e nella tristezza è medicina. E se poi incontri chi non te lo offre, sii generoso e porgigli il tuo: NESSUNO HA TANTO BISOGNO DI UN SORRISO COME COLUI CHE NON SA DARLO. (preso dal web)

Accidenti quanto condivido questo...MITICO Jim!!! ....e per me credo sia arrivata l'ora di farlo!!!

Accidenti quanto condivido questo...MITICO Jim!!! ....e per me credo sia arrivata l'ora di farlo!!!
"non serve strappare le pagine della vita, basta saper voltare pagina e ricominciare...Jim Morrison"...E deciditi...ROOOSSS!!!

le stelle marine

Una tempesta terribile si abbatté sul mare. Lame affilate di vento gelido trafiggevano l'acqua e la sollevavano in ondate gigantesche che si abbattevano sulla spiaggia come colpi di maglio, o come vomeri d'acciaio aravano il fondo marino scaraventando le piccole bestiole del fondo, i crostacei ed i piccoli molluschi, a decine di metri dal bordo del mare. Quando la tempesta passò, rapida come era arrivata, l'acqua si placò e si ritirò. Ora la spiaggia era una distesa di fango in cui si contorcevano nell'agonia migliaia e migliaia di stelle marine. Erano tante che la spiaggia sembrava colorata di rosa. Il fenomeno richiamò molta gente da tutte le parti della costa. Arrivarono anche delle troupe televisive per filmare lo strano fenomeno. Le stelle marine erano quasi immobili. stavano morendo. Tra la gente, tenuto per mano dal papà, c'era anche un bambino che fissava con gli occhi pieni di tristezza le piccole stelle di mare. Tutti stavano a guardare e nessuno faceva niente. All'improvviso, il bambino lasciò la mano del papà, si tolse le scarpe e le calze e corse sulla spiaggia. Si chinò, raccolse con le piccole mani tre piccole stelle di mare e, sempre correndo, le portò nell'acqua. Poi tornò indietro e ripeté l'operazione. Dalla balaustra balaustrata di cemento, un uomo lo chiamò: "Ma che fai, ragazzino?". "Ributto in mare le stelle marine. Altrimenti muoiono tutte sulla spiaggia", rispose il bambino senza smettere di correre. "Ma ci sono migliaia di stelle marine su questa spiaggia: non puoi certo salvarle tutte. Sono troppe!" gridò l'uomo "E questo succede su centinaia di altre spiagge lungo la costa! Non puoi cambiare le cose!". Il bambino sorrise, si chinò a raccogliere un'altra stella di mare e gettandola in acqua rispose: "Ho cambiato le cose per questa qui!". L'uomo rimase un attimo in silenzio, poi si chinò, si tolse scarpe e calze e scese in spiaggia. Cominciò a raccogliere stelle marine ed a buttarle in acqua. Un istante dopo scesero due ragazze ed erano in quattro a buttare stelle marine nell'acqua. Qualche minuto dopo erano in cinquanta, poi cento, duecento, migliaia di persone che buttavano stelle di mare nell'acqua. Così furono salvate tutte. Per cambiare il mondo basterebbe che qualcuno, anche piccolo, avesse il coraggio di incominciare. (Presa dal web)

le stagioni del dare

Ci sono quelli che danno poco del molto che hanno e lo danno per ottenere riconoscenza, ma questo segreto desiderio guasta i loro doni. E ci sono quelli che hanno poco e danno molto. Sono proprio loro quelli che credono nella vita e nella generosità della vitae il loro scrigno non è mai vuoto. Ci sono quelli che danno con gioia, e questa gioia è la loro ricompensa.E ci sono quelli che danno con dolore, e questo dolore è il loro battesimo. E' bene dare quando si è richiesti, ma è meglio dare quando,pur non essendo richiesti, si comprendono i bisogni degli altri.Tutto ciò che hai, un giorno o l'altro sarà dato via. Perciò da' adesso, così che la stagione del dare sia la tua, non quella dei tuoi eredi.(G. Kahlil Gibran)

...non scordiamolo mai!!!!

...non scordiamolo mai!!!!

Il fiore che...mi rappresenta: una ROSA BIANCA come ROSALBA

Il fiore che...mi rappresenta: una ROSA BIANCA come ROSALBA

LE REGOLE PER ESSERE UMANI


1. Riceverai un corpo
Potrai amarlo o detestarlo, ma sarà tuo per l’intero periodo di questa vita.

2. Prenderai lezioni
Sei iscritto a una scuola informale a tempo pieno chiamata Vita. Ogni giorno in questa scuola avrai occasione di prendere lezioni. Le lezioni potranno piacerti oppure potrai considerarle irrilevanti o stupide.

3. Non vi sono errori, soltanto lezioni
La crescita è un procedimento per tentativi è sperimentazione. Gli esperimenti “falliti” fanno parte del procedimento tanto quanto l’esperimento che alla fine “funziona”.

4. Una lezione viene ripetuta fino all’apprendimento
Una lezione ti sarà presentata sotto varie forme finchè la imparerai. Una volta appresa questa, potrai passare alla lezione successiva.

5. Non si finisce mai di imparare
Non vi è parte della vita che non contenga le sue lezioni. Finchè vivrai ci saranno lezioni da apprendere.

6. Lì non è meglio di qui
Quando il tuo lì sarà diventato un qui, semplicemente otterrai un altro lì che di nuovo sembrerà migliore di qui.


7. Gli altri sono semplicemente specchi di te
Non puoi amare od odiare qualcosa di un’altra persona finchè ciò non riflette qualcosa che ami od odi di te stesso.

8. Spetta a te decidere cosa fare
Hai tutti gli strumenti e le risorse di cui hai bisogno. Spetta a te decidere cosa fare. La scelta è tua.

9. Le tue risposte risiedono dentro di te
Le risposte alle domande della Vita risiedono dentro di te. Tutto ciò che ti serve è guardare, ascoltare e avere
fiducia.

10. Dimenticherai tutto questo

11. Puoi ricordartelo ogni volta che vuoi.

Anonimo
(PRESO DAL WEB)

il mio amico "preferito"...un conigliotto!!!

il mio amico "preferito"...un conigliotto!!!

l'albero ed il bambino

C'era una volta un albero che amava un bambino. Il bambino veniva a visitarlo tutti i giorni. Raccoglieva le sue foglie con le quali intrecciava delle corone per giocare al re della foresta. Si arrampicava sul suo tronco e dondolava attaccato al suoi rami. Mangiava i suoi frutti e poi, insieme, giocavano a nascondino. Quando era stanco, il bambino si addormentava all'ombra dell'albero, mentre le fronde gli cantavano la ninna nanna. Il bambino amava l'albero con tutto il suo piccolo cuore. E l'albero era felice. Ma il tempo passò e il bambino crebbe. Ora che il bambino era grande, l'albero rimaneva spesso solo. Un giorno il bambino venne a vedere l'albero e l'albero gli disse: "Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami, mangia i miei frutti, gioca alla mia ombra e sii felice". "Sono troppo grande ormai per arrampicarmi sugli alberi e per giocare", disse il bambino. "Io voglio comprarmi delle cose e divertirmi. Voglio dei soldi. Puoi darmi dei soldi?". "Mi dispiace", rispose l'albero "ma io non ho dei soldi. Ho solo foglie e frutti. Prendi i miei frutti, bambino mio, e va' a venderli in città. Così avrai dei soldi e sarai felice". Allora il bambino si arrampicò sull'albero, raccolse tutti i frutti e li porto via. E l'albero fu felice. Ma il bambino rimase molto tempo senza ritornare... E l'albero divenne triste. Poi un giorno il bambino tornò; l'albero tremò di gioia e disse: "Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l'altalena con i miei rami e sii felice". "Ho troppo da fare e non ho tempo di arrampicarmi sugli alberi", rispose il bambino. "Voglio una casa che mi ripari", continuò. "Voglio una moglie e voglio dei bambini, ho dunque bisogno di una casa. Puoi darmi una casa?". "Io non ho una casa", disse l'albero. "La mia casa è il bosco, ma tu puoi tagliare i miei rami e costruirti una casa. Allora sarai felice". Il bambino tagliò tutti i rami e li portò via per costruirsi una casa. E l'albero fu felice. Per molto tempo il bambino non venne. Quando ritornò, l'albero era così felice che riusciva a malapena a parlare. "Avvicinati, bambino mio", mormorò "vieni a giocare". "Sono troppo vecchio e troppo triste per giocare", disse il bambino. "Voglio una barca per fuggire lontano di qui. Tu puoi darmi una barca?". "Taglia il mio tronco e fatti una barca", disse l'albero. "Così potrai andartene ed essere felice". Allora il bambino tagliò il tronco e si fece una barca per fuggire. E l'albero fu felice... ma non del tutto. Molto molto tempo dopo, il bambino tornò ancora. "Mi dispiace, bambino mio", disse l'albero "ma non resta più niente da donarti... Non ho più frutti". "I miei denti sono troppo deboli per dei frutti", disse il bambino. "Non ho più rami", continuò l'albero "non puoi più dondolarti". "Sono troppo vecchio per dondolarmi ai rami", disse il bambino. "Non ho più il tronco", disse l'albero. "Non puoi più arrampicarti". "Sono troppo stanco per arrampicarmi", disse il bambino. "Sono desolato", sospirò l'albero. "Vorrei tanto donarti qualcosa... ma non ho più niente. Sono solo un vecchio ceppo. Mi rincresce tanto...". "Non ho più bisogno di molto, ormai", disse il bambino. "Solo un posticino tranquillo per sedermi e riposarmi. Mi sento molto stanco". "Ebbene", disse l'albero, raddrizzandosi quanto poteva "ebbene, un vecchio ceppo è quel che ci vuole per sedersi e riposarsi. Avvicinati, bambino mio, siediti. Siediti e riposati". Così fece il bambino. E l'albero fu felice. Shel Silverstein Questa sera siediti in un angolo tranquillo e aiuta il tuo cuore a ringraziare tutti gli "alberi" della tua vita. (preso dal WEB)

IL CUORE

IL CUORE
Il cuore è silenzioso e solo voi potete ascoltarlo Il cuore è piccolo ma vi permette di provare grandi sentimenti Il cuore è vivo perchè vi da la libertà di amare Il cuore è forte perchè se cadete vi fa rialzare e e guardare avanti. Il cuore è amico perchè se volete non vi fa mai sentire soli.Il cuore è amore perchè solo esso può alimentare la passione con il silenzio della ragione. (dal WEB)

...è un messaggio di speranza...nonostante tutto!!

...è un messaggio di speranza...nonostante tutto!!

paradiso o inferno?

Dopo una lunga e coraggiosa vita, un valoroso samurai giunse nell'aldilà e fu destinato al paradiso. Era un tipo pieno di curiosità e chiese di poter dare prima un'occhiata anche all?inferno. Un angelo lo accontentò.
Si trovò in un vastissimo salone che aveva al centro una tavola imbandita con piatti colmi di pietanze succulente e di golosità inimmaginabili. Ma i commensali, che sedevano tutt'intorno, erano smunti, pallidi, lividi e scheletriti da far pietà. com'è possibile??, chiese il samurai alla sua guida. Con tutto quel ben di Dio davanti!?. Vedi: quando arrivano qua, ricevono tutti due bastoncini, quelli che si usano come posate per mangiare, solo che sono lunghi più di un metro e devono essere rigorosamente impugnati all?estremità. Solo così possono portarsi il cibo alla bocca?. Il coraggioso samurai rabbrividì. Era terribile la punizione di quei poveretti che, per quanti sforzi facessero, non riuscivano a mettersi neppure una briciola sotto ai denti.
Non volle vedere altro e chiese di andare subito in paradiso. Qui lo attendeva una sorpresa.
Il paradiso era un salone assolutamente identico all?inferno! Dentro l?immenso salone c'era un'infinita tavolata di gente seduta davanti ad un'identica sfilata di piatti deliziosi. Non solo: tutti i commensali erano muniti degli stessi bastoncini lunghi più di un metro, da impugnare all'estremità per portarsi il cibo alla bocca. C'era una sola differenza: qui la gente intorno al tavolo era allegra, ben pasciuta, sprizzante di gioia. Ma com'è possibile??, chiese stupito il coraggioso samurai. L'angelo sorrise: All'inferno ognuno si affanna ad afferrare il cibo e portarlo alla propria bocca, perché così si sono sempre comportati nella loro vita. Qui al contrario, ciascuno prende il cibo con i bastoncini e poi si preoccupa di imboccare il proprio vicino.
Paradiso e inferno sono nelle tue mani. Oggi.

Ma quelli che sperano nel SIGNORE acquistano nuove forze, si alzano in volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano...(Isaia 40,31)

ma come hai fatto a sopravvivere???

Se eri un bambino negli anni 50, 60 e 70

Come hai fatto a sopravvivere ?
1.- Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag...
2.- Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo.
3.- Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo.
4.- Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.
5.- Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.
6.- Bevevamo l'acqua dal tubo del giardino , invece che dalla bottiglia dell'acqua minerale...
7.- Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa, ricordavano di non avere freni. Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Si, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!
8.- Uscivamo a giocare con l'unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari... cosicché nessuno poteva rintracciarci. Impensabile .
9.- La scuola durava fino alla mezza , poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia
(si, anche con il papà ).
10.- Ci tagliavamo , ci rompevamo un osso , perdevamo un dente , e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi.
11.- Mangiavamo biscotti , pane olio e sale , pane e burro , bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di soprappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare...
12.- Condividevamo una bibita in quattro... bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.
13.- Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi , televisione via cavo con 99 canali , videoregistratori , dolby surround , cellulari personali , computer , chatroom su Internet ... Avevamo invece tanti AMICI.
14.- Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell'amico , suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.
15.- Si! Lì fuori! Nel mondo crudele! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto? Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis , si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma .
16.- Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.
17.- Avevamo libertà , fallimenti , successi , responsabilità ...

e imparavamo a gestirli.

La grande domanda allora è questa:
Come abbiamo fatto a sopravvivere ? ed a crescere e diventare grandi ? .
Se appartieni a questa generazione , invia questo messaggio ai tuoi conoscenti della tua stessa generazione …. ed anche a gente più giovane perché sappiano come eravamo prima... (presa dal web)

eccomi qua...! ;-D

eccomi qua...! ;-D

Sei Forte!

Col tempo impari la sottile differenza tra tenere una mano e incatenare un'anima.
E impari che l'amore non è appogiarsi a qualcunoe la compagnia non è sicurezza.
E inizi a imparare che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse.
E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta e con gli occhi aperti con la grazia di un adultonon con il dolore di un bimbo.
Ed impari a costruire tutte le strade oggiperchè il terreno di domani è troppo incerto per fare piani. Dopo un pò impari che il sole scotta, se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima, invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare,che sei davvero forte, e che vali davvero!!! (preso dal web)

Messaggio TANTRA

Non dimenticare mai, che esistono quattro cose nella vita
a cui non c'è rimedio :
La pietra, dopo che è lanciata;
La parola, dopo che è proferita;
L' occasione, dopo che è persa;
Il tempo, dopo che è passato.
Il Tantra della vita.

Uno.
Dai di più alle persone,
di quello che esse si aspettano,
e fallo con allegria.

Due.
Sposati con qualcuno con cui ti piaccia conversare.
Man mano che invecchierete,
la capacità di comunicare,
sarà sempre molto importante.

Tre.
- Non credere a tutto quello che ascolti;- Non spendere tutto quello che possiedi;- Non dormire tanto quanto potresti.
Quattro.
Quando dici ' io ti amo', sii sincero.

Cinque.
Quando dici 'mi dispiace'
gaurda negli occhi la persona a cui lo dici.

Sei.
Rimani fidanzato almeno sei mesi prima di sposarti.

Sette:
Credi nell'amore a prima vista.

Otto.

Non ridere mai dei sogni degli altri.
Chi non ha sogni, non ha molto!

Nove.
Ama profondamente e con passione.
Può darsi che ti feriranno,
ma è l'unico modo di vivere una vita completa.

Dieci.
Quando discuti , gioca pulito.
Non usare insulti.

Undici.
Non giudicare nessuno per la sua famiglia.

Dodici.
Parla lentamente, … ma pensa veloce.

Tredici.
Quando ti fanno una domanda a cui non vuoi rispondere, sorridi e domanda: 'Perchè vuoi saperlo?'

Quattordici.
Ricorda che grandi amori e grandi realizzazioni implicano grandi rischi.

Quindici.
Di 'salute' quando qualcuno starnutisce.

Sedici.
Quando perdi, impara la lezione.

Diciassette.
Ricorda le tre '
R': - Rispetto per te stesso; - Rispetto per gli altri; - Responsabilità per le tue azioni.
Diciotto.
Non lasciare che una piccola discussione
ti faccia perdere una grande amicizia.

Diciannove.
Quando ti accorgi di aver commesso un errore,
prendi immediati provvedimenti per porvi rimedio.

Venti.
Sorridi quando rispondi al telefono.
Chi ti chiama lo percepirà dal tono della tua voce.

Ventuno.
Passa del tempo da solo e rifletti.

Adesso viene la parte migliore!

Questo TANTRA ti è stato inviato per procurarti buone vibrazioni, o buona fortuna come altri le chiamano. (preso dal web)

DONNE IN RINASCITA di jack folla


"Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita. Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: è finita. No, non è mai finita per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia. Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola. Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai. E sei tu che lo fai durare. Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita. Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane. Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto. Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa. Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così". E il cielo si abbassa di un altro palmo. Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua. In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata. Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine. Ed è stata crisi, e hai pianto. Dio quanto piangete! Avete una sorgente d'acqua nello stomaco. Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo. E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance? E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze! Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore. "Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?" Se lo sono chiesto tutte. E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile. Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi? E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai. Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti. Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te. Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa. Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente. Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va, va in corsa. E' un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli. Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. Perché tutti devono capire e vedere: "Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse". Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa. È la primavera a novembre. Quando meno te l'aspetti!! (preso dal WEB)

Per te che mi hai visitato!

Per te che mi hai visitato!

VOLAAA....e porta la PACE!!!